Ho accolto con particolare interesse l’invito di Antonio Barrese a visitare Morfologie di luce, la mostra che la Fondazione Marcello Morandini di Varese gli dedica nel 2026, a cura di Stefania Gaudiosi. Non si tratta per me soltanto di una segnalazione: nel lavoro di Barrese riconosco un territorio di domande che attraversa anche la mia ricerca, là dove immagine, suono, tecnologia e processo smettono di essere discipline separate e diventano un unico campo operativo.
La luce come materia e come processo
La Fondazione Marcello Morandini presenta un percorso di opere storiche e recenti, dal 1965 al 2025, nel quale la luce viene indagata come materia formale e concettuale, elemento generativo dello spazio e strumento di esperienza. Barrese, fondatore del Gruppo MID — Mutamento Immagine Dimensione — ha costruito sin dagli anni Sessanta una ricerca in cui progettazione, scienza, percezione e sperimentazione tecnologica si intrecciano.
The exhibition brings together historical and recent works, spanning 1965–2025, in which light acts not simply as illumination but as a formal, conceptual and generative element of space. This approach resonates with a broader field where perception, technology and artistic process continuously redefine one another.
Gruppo MID e Pietro Grossi: luce e suono programmati
Un passaggio storico rende questo incontro particolarmente significativo per il mio percorso. Nel 1966 il Gruppo MID realizzò alla Sala Espressioni Ideal Standard di Milano l’Ambiente stroboscopico programmato e sonorizzato, in collaborazione con lo Studio di Fonologia Musicale di Firenze diretto da Pietro Grossi. Luce stroboscopica, strutture sonore programmate, spazio e movimento dei visitatori concorrevano alla definizione dell’opera.
È una genealogia che sento vicina: Grossi rappresenta una radice fondamentale della cultura della musica elettronica e della computer music italiana; il mio lavoro ha successivamente sviluppato sistemi audiovisivi generativi nei quali l’esecuzione viene affidata al calcolatore e l’opera si presenta come processo variabile.
In 1966 Gruppo MID created the Ambiente stroboscopico programmato e sonorizzato in Milan in collaboration with the Florence Electronic Music Studio directed by Pietro Grossi. Programmed light and sound, spatial perception and the visitor’s movement formed a single environment — an important historical precedent for later audiovisual and generative practices.
Tra suono, spazio, matematica e percezione
La presenza di Stefania Gaudiosi, curatrice della mostra e studiosa dell’opera di Iannis Xenakis, apre un ulteriore campo di dialogo. Xenakis ha fatto della relazione tra musica, matematica, probabilità, architettura e fenomeni di massa uno dei nuclei più radicali della ricerca del secondo Novecento. È un riferimento che permette di leggere luce e suono non come ornamento reciproco, ma come organizzazioni temporali e spaziali capaci di produrre esperienza.
Stefania Gaudiosi’s studies on Iannis Xenakis introduce another important line of connection. Xenakis radically linked music, mathematics, probability, architecture and spatial experience, providing a perspective from which light and sound can be understood as dynamic organizations rather than separate media.
Un dialogo con la mia ricerca generativa
Nella mia ricerca sulla Visual Music il rapporto fra immagine e suono non è pensato come semplice sincronizzazione. Il calcolatore introduce variazione, scelta, combinazione e imprevedibilità: l’opera non coincide con una forma definitivamente fissata, ma con un insieme di possibilità che si attualizzano nell’esecuzione.
È soprattutto in questo passaggio — dall’oggetto al comportamento, dalla forma al processo — che avverto la prossimità con alcune esperienze dell’arte cinetica e programmata. Non si tratta di sovrapporre storie differenti, ma di riconoscere continuità di domande: che cosa accade quando l’opera incorpora tempo, regole, interazione, luce, suono e trasformazione?
In my VisualMusic research, sound and image are not merely synchronized. The computer introduces variation, selection, combination and unpredictability. The work becomes a field of possibilities activated in real time. The connection with programmed and kinetic art lies precisely in this shift from the fixed object to behaviour and process.
Antonio Barrese — Morfologie di luce
Mostra
A cura di: Stefania Gaudiosi
Date: 21 giugno – 20 dicembre 2026
Sede: Fondazione Marcello Morandini
Via Francesco del Cairo 41, Varese
Nota editoriale
Pagina-omaggio a cura di Sergio Maltagliati, realizzata come approfondimento personale sui rapporti fra luce, suono, programmazione e processi generativi.
This page is an independent editorial homage by Sergio Maltagliati.